Piante al posto del cemento... 

E’ il titolo del principale manuale di Ingegneria naturalistica, frutto del lavoro e dell’esperienza del biologo e ingegnere austriaco Florin Florineth.

Purtroppo nell’edilizia un simile principio non può ancora essere impiegato a meno che si desideri tornare a vivere sugli alberi. Vi è però la possibilità di integrare piante erbacee all’interno di costruzioni, non solo come giardini, ma come componenti della struttura stessa. Due esempi:

I tetti verdi: molto diffusi nell’Europa centro-settentrionale sono dei giardini costruiti su tetti piatti impiegando soprattutto specie di prati aridi come Sedum, Festuche, Garofanini, che necessitano quindi di pochissima manutenzione. Il vantaggio di una simile struttura, oltre ad essere più gradevole di un semplice tetto con rivestimento catramato, è quella di svolgere tutte quelle funzioni che le piante sanno fare benissimo come, purificare l’aria, attirare insetti impollinatori (farfalle e api) e rinfrescare l’aria. Difatti, nelle giornate calde, l’evaporazione di acqua dalla vegetazione rilascia calore e permette quindi di avere temperature più basse nelle stanze sottostanti (secondo lo stesso principio fisico che ci fa sudare quando fa caldo).

Pareti verdi: vale tutto quanto detto per i tetti verdi con la differenza che le piante si trovano sulla facciata. Solitamente sono ospitate all'interno di apposite tasche e vengono irrigate dall’alto con un sistema a goccia. A seconda dell’orientamento della facciata che si vuole ricoprire le specie utilizzate sono differenti. In genere sono realizzate sulle pareti a Nord con specie da sottobosco o umide per limitare i consumi di acqua ed evitare che le piante soffrano le alte temperature. E’ comunque possibile realizzarle anche su altri versanti impiegando specie più adattate a condizioni di caldo e arido.