Il progetto SUPERA intende operare a livello delle tecniche colturali tradizionalmente impiegate apportando elementi di innovazione che riguardano l’eliminazione totale della torba per la coltivazione di piante spontanee e ornamentali destinate ad opere a verde, siano esse erbacee, arbustive o arboree, in contenitore. L’eliminazione della torba e l’introduzione di substrati torba free sarà accompagnata dalla messa a punto di protocolli colturali specifici, sia per la fase di propagazione che per la fase di produzione, che permetteranno di ottenere piante di elevata qualità intesa non solo in senso strettamente estetico, ma anche eco-fisiologico, al fine di garantire elevata adattabilità post-trapianto anche in condizioni non ottimali. Tali substrati e protocolli saranno destinati alla propagazione e produzione di piante erbacee, arbustive e arboree spontanee destinate a opere di rinaturalizzazione e piante a carattere prettamente ornamentale destinate alla realizzazione di aree verdi urbane, pubbliche e private.

 

Le piante spontanee utilizzate nelle opere di rinaturazione e nella realizzazione di giardini e aree verdi, sono spesso dotate di valenza polifunzionale e perciò adatte a modelli colturali ecosostenibili interessanti per la forestazione ecologica, l’utilizzo ornamentale e paesaggistico, l’ingegneria ambientale e la fitodepurazione. Nel caso di specie autoctone destinate a opere di ripristino ambientale la qualità estetica non può essere considerata il fattore determinante per la valutazione della qualità del prodotto, bensì assume un ruolo preponderante la rusticità e l’adattabilità. Le piante infatti, una volta messe a dimora possono venire a trovarsi in condizioni limite, ad esempio per la mancanza di impianti di irrigazione nelle aree di destinazione e quindi essere facilmente esposte a cause di insorgenza di stress abiotici (stress idrico e/o nutrizionale). Inoltre, la durata del ciclo produttivo (annuali, bienni, perenni), la stagionalità produttiva (a fioritura primaverile, estiva o autunnale), i fabbisogni irrigui e nutritivi e quindi l’ecologia delle specie spontanee destinate agli impieghi citati possono essere molto diversi (es: prati aridi, zone umide, rimboschimenti). L’ottenimento di specie a elevata adattabilità richiede quindi accorgimenti produttivi spesso lontani dalle tecniche normalmente impiegate dal settore florovivaistico, tra questi l’impiego di substrati di coltivazione dedicati che non solo aiutino a ottenere piante ad alta efficienza d’uso dell’acqua e dei nutrienti, ma anche costituiti da materiali eco-compatibili, non impattanti sull’ambiente, quali la torba.

 

La necessità di produrre piante con le caratteristiche sopra descritte tuttavia oggi non può limitarsi solo al comparto delle autoctone, ma riguarda anche piante a carattere prettamente ornamentale laddove esse siano destinate a opere a verde a basso investimento e quindi bassa manutenzione dove le criticità e le cause di stress a cui le piante sono esposte sono le medesime di quelle che si trovano in aree naturali. La scelta del substrato di propagazione e coltivazione svolge nell’ambito della produzione di piante in contenitore, oltre alle note funzioni di ancoraggio, sostegno e riserva di acqua e nutrienti, un ruolo fondamentale nella crescita e sviluppo della pianta e ne influenza grandemente la qualità estetica e fisiologica, non solo in fase di allevamento, ma anche in fase di post-trapianto. In tal senso la scelta di un adeguato substrato di coltivazione diviene fondamentale, in quanto questo dovrà garantire stabilità nel lungo periodo, in relazione alle sue caratteristiche fisiche e chimiche. La stabilità di un substrato è legata generalmente alla possibilità di mantenere inalterate il più a lungo possibile caratteristiche quali un’elevata porosità, un’adeguata capacità di ritenzione dell’acqua e dell’aria, la capacità di scambio cationico, il pH, ecc.. Gli aspetti che maggiormente influenzano la stabilità di un substrato sono il rapporto C/N (carbonio/azoto) e le interazioni microbiotiche che si sviluppano in substrati in cui è presente sostanza organica. L’eliminazione della base torbosa, ancora oggi considerata un punto saldo per le sue caratteristiche chimico-fisiche, e quindi l’introduzione di substrati torba free professionali in grado di garantire un idoneo sviluppo delle piante in contenitore, non può prescindere da un’accurata caratterizzazione degli stessi e dalla messa a punto di protocolli colturali specifici, in grado di ottimizzare l’impiego di altre risorse, quali acqua e fertilizzanti, e renderne quindi il loro impiego standardizzabile, sicuro ed efficace.

Substrati

Pomice 7/12

Torba 40/60

Compost

Midollino di cocco

Fibra di legno stabilizzata